Come rateizzare Equitalia: la guida per pagare a rate le cartelle esattoriali Equitalia

Com’è noto Equitalia è stata una società per azioni controllata dallo Stato italiano, precisamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS, il cui incarico era di riscuotere le imposte nella sfera nazionale e d’inviare importanti comunicazioni, come le tristemente conosciute cartelle di pagamento, ai contribuenti ritardatari, imprecisi o inadempienti. In merito a ciò occorre precisare che attualmente tali compiti spettano all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’ente pubblico preposto dalla stessa Agenzia delle Entrate che, invece, da anni continua ad attuare indagini di controllo, col contributo della guardia di finanza, per prevenire e combattere l’evasione fiscale.

Restando in argomento, i contribuenti che hanno ricevuto le tanto temute cartelle esattoriali Equitalia a quali condizioni possono richiedere la rateizzazione mensile dei pagamenti dei loro debiti con lo Stato italiano? Per risposta è di aiuto leggere i seguenti paragrafi relativi a come rateizzare Equitalia.

Rateizzare Equitalia

A quali condizioni un contribuente può richiedere di rateizzare Equitalia?


Ad ogni contribuente che ne faccia richiesta via raccomandata A/R, sul web oppure presso gli sportelli appositamente adibiti di competenza territoriale può essere concesso di pagare a rate mensili le cartelle esattoriali Equitalia. Tuttavia non è possibile oltrepassare i 72 mesi di rateizzazione del pagamento, ossia un periodo superiore a 6 anni, tranne che in casi straordinari, ad esempio quando i problemi vissuti dai contribuenti siano legati alla congiuntura economica e non alla propria responsabilità. In merito a quest’ultima situazione, quindi, possono essere concesse fino a ben 120 rate mensili d’importo costante, pertanto un intervallo di tempo lungo un intero decennio.

Come se non bastasse, la dilazione per estinguere il pagamento delle carte esattoriali Equitalia può essere autorizzata soltanto nel rispetto di alcuni presupposti. In particolare, nel caso una cartella di pagamento superi una determinata cifra di debito, la rateizzazione del pagamento sarà concessa solo se il contribuente dimostrerà di essere provvisoriamente e oggettivamente in un momento critico a livello economico, invece al disotto di un certo limite di debito non sarà necessario provare alcunché. Più nello specifico, sotto i 60.000 euro di debito è possibile richiedere e ottenere in modo automatico le rateizzazioni mensili degli importi indicati dalle cartelle di pagamento Equitalia senza dover presentare alcun documento che provi la propria condizione di criticità economica.

Mentre al di sopra dell’importo di 60.000 euro per richiedere la rateizzazione del proprio debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è obbligatorio allegare la documentazione in grado di dimostrare il proprio stato economico problematico, per esempio l’ISEE per le ditte individuali soggette a regime fiscale semplificato e il bilancio più recente per le altre aziende, e un documento d’identità. Al riguardo, purtroppo, a seguito dell’esame approfondito di tale documentazione e dell’ammontare del debito, l’ente pubblico preposto al compito può anche decidere di non concedere la rateizzazione mensile del pagamento delle cartelle esattoriali Equitalia.

La procedura per pagare cartelle Equitalia a Rate

Che cos’è indispensabile sapere sulla rateizzazione delle cartelle di pagamento Equitalia?

Fra le informazioni più importanti da conoscere in merito alla rateizzazione delle cartelle esattoriali Equitalia bisogna porre l’accento su:

– la possibilità di fare domanda semplice direttamente online per ottenere la rateizzazione delle cartelle esattoriali i cui importi non superino i 60.000 euro;
– l’indice alfa, che è un termine di raffronto per calcolare il numero massimo di rate autorizzabili;
– l’opportunità per il contribuente di scegliere di pagare delle rate variabili e crescenti anziché delle rate di somme costanti;
– il fatto che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non possa iscrivere ipoteca, provvedimento di fermo o procedere con qualsiasi altro procedimento di riscossione sul contribuente cui sia stata concessa la rateizzazione del pagamento del proprio debito con lo Stato italiano. Per di più, una volta che a un contribuente sia stato permesso di rateizzare Equitalia e, quindi, possa finalmente pagare la prima rata per estinguere il suo debito, fatto ciò può richiedere l’interruzione del provvedimento di fermo già iscritto in modo da poter tornare a muoversi per le strade con il veicolo interessato;
– il limite di 8 rate non pagate prima che la dilazione per estinguere il proprio debito con l’Erario decada;
– il vantaggio per il contribuente di poter richiedere una proroga dei pagamenti se la sua condizione economica diviene ancor più critica e allo stesso tempo il piano per rateizzare Equitalia non è decaduto;
– la possibilità di richiedere di rateizzare Equitalia fin dal ricevimento della prima cartella di pagamento anche se il contribuente non ha mai pagato quei tributi rimarcati negli avvisi bonari inviati dell’Agenzia delle Entrate in seguito al controllo delle dichiarazioni dei redditi;
– l’ammontare minimo di ogni rata deve essere pari ad almeno 100 euro, tranne che in casi particolari;
– i pagamenti delle rate, che si possono pagare per mezzo del bollettino F35 presso gli uffici postali qui in Italia, tramite bonifico bancario dall’estero oppure direttamente sul web grazie al bollettino Rav, possono essere interrotti per l’intera durata di un provvedimento di sospensione giudiziale o amministrativa.

Per terminare questa guida su come rateizzare Equitalia s’invitano i contribuenti interessati dal problema ad approfondire l’argomento sul sito web dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dove potranno trovare anche la specifica modulistica.