Tirocinio formativo 2019: curriculare e garanzia giovani

I recenti dati sulla disoccupazione rilevati dall’Istat parlano chiaro, in Italia il tasso di chi è alla ricerca di un lavoro è sceso al 9.9%. Si mantiene però molto alta la percentuale dei disoccupati tra i giovani in special modo tra quelli che hanno un età compresa tra i 24 e i 35 anni. La percentuale in questo caso è vicina al14.8% certamente in calo rispetto al luglio dello scorso anno, ben -0.7 punti, ma resta comunque un dato allarmante che deve suonare come un allarme per le istituzioni. I ragazzi hanno problemi a trovare un lavoro in Italia, sia le strutture pubbliche che le aziende private non sono disponibili a fare sconti. La scelta è molto selettiva.

Una via per cercare di trovare un lavoro stabile è quella dei percorsi formativi: i tirocini e gli stage per intenderci. Sia il pubblico che il privato vedono di buon occhio questo meccanismo di inserimento dei giovani nell’organizzazione aziendale perché è una leva formativa a costo contenuto e offre la possibilità di scegliere gli elementi in maniera mirata. Ragazzi che meglio rispondono alle esigenze dell’azienda in funzione delle proprie necessità.

L’Europa poi, attraverso un progetto mirato chiamato Garanzia Giovani, ha ampliato le possibilità di sviluppo e di crescita di questo percorso formativo finalizzato spesso all’assunzione dei giovani.


Differenza tra stage e tirocinio

Cerchiamo di conoscere meglio Tirocini e Stage. Si parla di tirocinio formativo quando si vuole indicare un percorso formativo obbligatorio. E’ richiesto spesso in ambito di pubblica amministrazione ad esempio per insegnare in una scuola statale, ma anche per lavorare in un ufficio tecnico regionale e via dicendo. Le ore di formazione che si totalizzano vengono retribuite e costituiscono un pacchetto di crediti che ha un suo peso ai fini dell’assunzione. Il tirocinio si divide in curriculare, quando sono previsti da enti di studio come università. Extracurriculari quando sono previsti da piani di province e regioni in maniera autonoma, anche se sempre nel rispetto di un piano generale di inserimento di nuove leve nel mondo del lavoro.

Lo stage invece è in percorso didattico formativo volontario. L’azienda non è tenuta a pagare un mensile ma solo una sorta di rimborso spese che vale attorno ai 500 euro. Per il giovane è un momento importante perché permette di avere un contatto diretto e reale con il mondo del lavoro. Non ci sono vincoli per l’azienda di assumere i partecipanti allo stage ma quello di dare una coscienza professionale e indirizzare il lavoratore verso una specifica area professionale.

Garanzia Giovani

Al 31 luglio 2019 ero ben 1487000 i giovani registrati al programma Garanzia Giovani di questi il 42,1 per cento con residenza nelle regioni meridionali mentre il 38,5 per cento in quelle settentrionali. Sono dati interessanti che mostrano come il programma Youth Guarantee fortemente voluto dalla Commissione Europea per combattere la disoccupazione giovanile stia dando i frutti sperati.

Il progetto Garanzia Giovani si rivolge ai ragazzi disoccupati e che non sono impegnati in alcuna attività formativa. L’idea alla base è quella di accompagnarli in un percorso di orientamento, istruzione, formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Ovviamente ci sono dei paletti nel programma di inserimento come quello dell’età. Possono partecipare a questa iniziativa i ragazzi con un’età compresa tra i 15 ed i 29 anni. Per migliorare l’efficacia di questa serie di iniziative si è voluto creare uno specifico asse di intervento basato sull’individualità del giovane. E’ questa la grande novità che il programma Youth Guarantee (Garanzia Giovani) lancia ossia la possibilità di modellare sul singolo individuo l’azione formativa proposta tenendo conto del profilo sociale, della distanza dal posto di lavoro, dal territorio, dai servizi. Insomma, per dirla tutta, un grande passo avanti nella introduzione dei giovani verso il mercato del lavoro. Garanzia Giovani si offre come un grande muro a combattere il fenomeno del cosiddetto NEET (Not in Education, Employment or Training) ovverosia quella categoria di giovani che non lavorano, studiano, fanno formazione o training. Una vera piaga sociale che sta colpendo tutta Europa ma soprattutto gli stati che più soffrono il tasso di disoccupazione.

Nuova Garanzia Giovani

L’Europa, visti i buoni risultati raggiunti con il piano Youth Guarantee, ha deciso di spingere sull’acceleratore investendo altri 500 milioni di euro per ampliare e rilanciare con più veemenza le idee alla base del progetto Garanzia Giovani. Sebbene più articolata, la flessibilità del progetto europeo contro il neet giovanile si rivela sempre più la carta vincente dell’iniziativa dell’unione europea. Su 14 punti si snoda il percorso di inserimento. Si parte dall’accoglienza nel quale il candidato viene messo a conoscenza di tutte quelle che sono le caratteristiche del progetto e del come si dipanerà il suo percorso di formazione. Segue un percorso di orientamento attraverso dei colloqui con personale qualificato in grado di indicare la migliore via di inserimento tenendo presente le caratteristiche personali del candidato e le sue esigenze, i bisogni e le necessità individuali.

Attraverso il coinvolgimento dei comuni, delle associazioni del terzo settore, si intende intercettare i neet per reinserirli in un percorso formativo. E’ questa una colonna portante del progetto in quanto si muove su un terreno sociale molto delicato in cui è difficile muoversi. Segue un piano di formazione professionale. Si divide in due grandi classi: formazione per i giovani con più di 19 anni e quella per chi ha un’età inferiore. Obbiettivo dichiarato è quello di creare un ponte tra la formazione teorica e quella pratica. Il ragazzo che trova lavoro viene seguito anche dopo il suo inserimento nell’organizzazione aziendale. Uno specifico programma formativo lo continuerà ad assistere per migliorarne l’inserimento e favorirne la crescita professionale. Un’altra colona portante del progetto è l’accompagnamento al lavoro. Dopo una formazione adeguata non è comunque facile trovare un’occupazione.

Attraverso l’ausilio di personale qualificato il progetto Garanzia Giovani mette in condizioni il candidato di presentare curricula, affrontare selezioni, seguire una formazione post assunzione e via dicendo.

L’apprendistato è un’ulteriore leva di inserimento nel mondo del lavoro. Si rivolge ai giovani con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni e si suddivide in tre grandi classi:
– Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
– Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
– Apprendistato per l’alta formazione e la ricerca.

Un forte impegno del programma è rivolto al tirocinio che sia articola in due grandi aree:
– il tirocinio extracurriculare che punta ad un rapido inserimento nel mondo del lavoro una volta che si è conseguito il diploma o la laurea.
– il tirocinio in mobilità che significa affrontare un’esperienza fuori regione o all’estero.
In entrambi i casi è previsto un’indennità di partecipazione.

Il nuovo progetto di garanzia giovani focalizza l’attenzione anche sul volontariato favorendo l’inseriemnto di giovani in ambito di servizio civile. L’esperienza oltre a essere formativa in senso solidale verso chi ha più bisogno è anche particolarmente formativa per chi intende entrare nel mondo del lavoro operando in team. Imparando, in buona sostanza, ad avere coscienza del proprio lavoro nel contesto di un gruppo e di un ambito specifico di operatività.

Un team di esperti è invece a disposizione di chi vuole intraprendere una strada in autonomia. L’imprenditorialità giovanile viene valorizzata attraverso un sistema di aiuti e di collaborazioni volte a valorizzare le caratteristiche del giovane e la sua professionalità.

Infine, non si può pensare di aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro senza pensare ad un concreto aiuto alle imprese che assumono e che, di fatto, contribuiscono alla riuscita del progetto europeo di Garanzia Giovani. Un bonus viene messo a disposizione dell’impresa che assume e che varia in funzione della tipologia di contratto che andrà a chiudere con il lavoratore.