Pensione anticipata: cos’è e come funziona l’opzione RITA

La nuova Legge di Bilancio ha introdotto la rendita integrativa per la pensione anticipata, ovvero RITA. Questo fondo è destinato unicamente a coloro che lavorano in ambito scolastico ed è possibile solo se si è in possesso di tutti i requisiti.

Cos’è RITA e come presentare domanda

La domanda può essere presentata solo da tutti ma ne usufruisce il lavoratore solo quando cessa l’attività. Tale strumento è rivolto ad insegnanti, direttori, collaboratori scolastici che hanno aderito al Fondo di previdenza complementare. Per accedervi è richiesta un’età anagrafica tale da prevedere la pensione nei prossimi cinque anni e almeno 20 anni di contributi versati.

Anche i lavoratori in disoccupazione possono chiedere RITA, una misura straordinaria valida solo per disoccupati da almeno due anni. Il lavoratore in questo caso avrà dei requisiti differenti: età prossima alla pensione nei 10 anni successivi.


A chi si rivolge l’opzione RITA e come funziona

Chi usufruisce di questa rendita ottiene una somma come se fosse una rendita. La stessa viene erogata per cinque anni al massimo con diverse modalità: con una rata mensile, bimestrale o trimestrale. La rendita può essere richiesta in due modi, il lavoratore può decidere o di riscattare tutto il capitale oppure solo una parte. Ovviamente nel primo caso si rinuncia alla pensione integrativa, nel secondo solo ad una parte.

Questa nuova rendita serve a rendere più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro ed è ideata per coloro che scelgono di andare in pensione anticipatamente. Ciò dovrebbe portare ad una riduzione delle penalizzazioni, ad uno sgravio fiscale e a una tassazione sostitutiva più leggera.

Chi ha compiuto 61 anni quindi potrà aderire all’APE e percepire la rendita con una tassazione diversa. Rita quindi va ad integrare la pensione anticipata. L’anticipo pensionistico è valido solo per i dipendenti pubblici con venti anni di contributi. Chi abbia raggiunto l’età per richiederla può presentare domanda, al raggiungimento dell’età pensionabile effettiva questi percepirà poi la somma corretta.

Per accedere a RITA bisogna essere iscritti all’Assicurazione obbligatoria, essere iscritti alla gestione separata dell’INPS. Avere 61 anni e 7 mesi, avere 20 anni di contributi, una pensione pari a 1.4 volte il trattamento minimo, non essere già titolare di pensione in corso.

In questo modo in sostanza i lavoratori possono utilizzare i soldi del fondo senza dover richiedere un prestito.

Perché RITA è importante per i lavoratori che vogliono andare in pensione

Il Governo ha inoltre predetto la possibilità di usufruire di uno sgravio dello 0.3% per ogni anno di iscrizione a un fondo, per una durata di almeno 15 anni, con tassazione ridotta dal 23% al 95. Questo vuol dire che Rita è un’ottima opzione per tutti coloro che vogliono andare in pensione prima ma che non vogliono fruire dell’importo ridotto. Si tratta di una nuova misura pensata per utilizzare l’APE con un’aggiunta importante per ampliare il proprio reddito.

La RITA sarà erogata in base al montante erogato, quindi frazionando il capitale che spetta e in base a quanto è stato versato. I fondi però daranno la possibilità al richiedente di scegliere la ritenuta che ritiene più opportuna, tenendo conto delle sue esigenze. I fondi dovranno inoltre inviare una comunicazione periodica sulle rate erogate con tutte le informazioni necessarie come: importo rata, rendita, costi, numero di quote, valore della quota, montante. Se la persona che sta percependo la RITA dovesse decedere, quanto non percepito non andrà perso ma potrà essere regolarmente riscattato dagli eredi (moglie o figli e a seguire familiari prossimi).

Un beneficio economico che si appresta a cambiare la vita di quanti ad oggi erano costretti ad andare in pensione in formula anticipata con limiti e vincoli che certamente incidevano sul bilancio familiare e che oggettivamente erano motivo di abbandono per molti che restavano ad occupare le loro posizioni lavorative fino all’età di 67 anni.