Come funziona il lavoro stagionale

Con l’arrivo delle festività e soprattutto con l’avvicinarsi della bella stagione torniamo a parlare sempre di più di lavoro stagionale. Moltissimi lavoratori sia giovani che adulti vengono infatti assunti per un periodo determinato con contratti definiti per prestazione stagionale. Ma in cosa differisce il lavoro stagionale da un semplice lavoro con contratto a tempo determinato? Scopriamolo insieme in questa breve guida.

Lavoro stagionale: come funziona

Il lavoro stagionale è una tipologia di lavoro che prevede il pagamento di un lavoratore per lo svolgimento di prestazioni in periodi ben delimitati e soprattutto non troppo lunghi durante il corso dell’anno. Per ritenersi stagionale infatti un lavoro deve necessariamente possedere determinate caratteristiche affinché venga distinto da un semplice lavoro a tempo determinato. In particolare, il lavoro viene definito stagionale al di sopra dei 70 o dei 120 giorni continuativi ed è richiesta, specialmente se si tratta di una realtà imprenditoriale che lavora tutto l’anno, una prova della necessità di tale richiesta in vista dell’aumento della produzione. I settori maggiormente coinvolti sono sicuramente quello del turismo, dell’industria agroalimentare e più in generale nel commercio. Moltissime tipologie di lavoro stagionale sono strettamente correlate ad operazioni che è possibile svolgere solo in determinati periodi dell’anno, tuttavia all’interno di questa categoria rientrano anche numerose mansioni inerenti al mondo del cinema, dello spettacolo, della manutenzione e della preparazione di cibi e prodotti culinari.

Lavoro stagionale e contratto: cosa sapere

Per regolamentare questo tipo di mansione è obbligatorio presentare a chi intendiamo assumere un contratto di lavoro a tempo determinato che però presenta delle specifiche peculiarità; in particolar modo, a differenza del contratto a termine, non vi sono limiti per quanto riguarda il numero di lavoratori da assumere, i vincoli temporali sono più larghi in quanto la durata massima della prestazione può essere uguale ai 36 mesi e non vi sono limiti ai contributi aggiuntivi previsti per ogni lavoratore. I vantaggi collegati a questo tipo di contratto sono moltissimi, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro che, a seguito di un calcolo delle esigenze di produzione stagionale può assumere oltre il 20% in più dei lavoratori assunti a tempo indeterminato.


Quali mansioni rientrano nel lavoro stagionale?

All’interno di un decreto legge del 1963 sono elencate tutte le attività considerate stagionali svolgibili tranquillamente con un contratto di lavoro stagionale. Benché abbastanza completo, questo decreto vedrà a breve la sua sostituzione con un nuovo elenco di attività a cui sono state integrate anche tutte quelle mansioni che si discostano dalle operazioni tradizionalmente collegate al lavoro stagionale ma che, ad oggi, rientrano in questa categoria. In particolare, rientrano nel cosiddetto lavoro stagionale tutte le operazioni di :

  • raccolta, sgusciatura, pulitura e trapianto di prodotti agroalimentari (riso, mandorle, olive, uva ecc);
  • pesca, lavorazione e salatura di determinate specie di pesce;
  • trattatura di materiali tessili come la seta;
  • operazioni collegate all’allestimento e preparazione di spettacoli con calendario stagionale;
  • manutenzione di apparecchiature tecniche utili per lo svolgimento di tutte queste attività;
  • allestimento di fiere ed esposizioni;
  • attività professionali svolte da addetti impiegati in corsi stagionali e di breve durata.

Per una più completa lettura di tutte le attività stagionali che rientrano attualmente nel decreto vi invitiamo a ricercare sul portale ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per scaricare la lista completa.

Caratteri temporali e possibilità di proroga in caso di lavoro stagionale

Come abbiamo precedentemente detto il lavoro stagionale ed il relativo contratto di lavoro rappresentano un’ottima opzione per ogni datore di lavoro che, a fronte di un aumento dell’attività previsto in determinati periodi, può decidere di assumere un certo numero di lavoratori. I vantaggi derivanti da questa scelta sono molteplici, primo fra tutti vi è la possibilità per il datore di prorogare la mansione per un massimo di 5 volte in 3 anni sino al compimento di 36 mesi di esercizio. In questo modo non si estende il contratto da determinato ad indeterminato ed è possibile richiamare la stessa persona per un numero discreto di volte. Come saprete, per quanto riguarda i contratti a tempo vi è di solito un periodo limite da rispettare affinché il passaggio ad indeterminato non si verifichi; questo però non vale per il contratto di lavoro stagionale, la cui proroga può essere richiesta fino ad un massimo di 5 volte.

Lavoro stagionale: tipi di contratto

Per lo svolgimento di un lavoro definito stagionale si possono applicare ben tre differenti contratti, ognuno caratterizzato da specifiche che vanno a delineare quali saranno le mansioni che il lavoratore potrà svolgere ed anche il tempo previsto per l’esercizio delle sue facoltà. Primo fra tutto il contratto di lavoro a termine, il quale presenta tutti i criteri fino ad ora illustrati ed è il più comune tra le tipologie di contratto proposte. Successivamente troviamo il contratto di lavoro extra con il quale un lavoratore può svolgere esclusivamente un numero limitato di operazioni e non per più di 3 giorni l’anno. Infine, è anche molto utilizzato il contratto d’appredinstato stagionale che prevede lo svolgimento obbligatorio della formazione all’interno dell’oraro di lavoro del dipendente. Questa forma contrattuale permette la facoltà di completare la propria formazione anche nei mesi successivi con la possibilità di dilazionare il periodo totale di lavoro nel corso di uno o più anni.

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